Tolgo dal vocabolario
la parola “successo”;
voglio succedermi,
accadere. Sbucciarmi,
per diventare.
Motivarmi, a motivare.
Fregarmene con attenzione.
Distrarmi con estrema presenza.
Inventarmi: oltre, altrove, ovunque.
E nell’ovunque, trovarti.
Per poi non mollare mai.
Né la tua mano, né la mia.
Tag: luigi costantino
Un vecchio taccuino
Mi avvicino e sento
ondate di energia
è un balsamo, una medicina
la comprensione
abbraccia la consapevolezza
i raggi del sole
riscaldano angoli sconosciuti
viene a galla
l’immaginazione sepolta
altri viaggi si riaffacciano
ed è tutto un affollarsi
di treni e voci
saluti e abbracci
da quanto tempo
non facciamo che fuggire
apro quel vecchio taccuino
prendo la penna blu
e tra le righe
faccio spazio al cielo
quanto sale immagino
adesso, sulle tue labbra
se solo provassi a baciarti
certamente sentirei un gusto
di memorabile incontro,
un gusto di mare
ricordi, lì all’angolo
era un po’ più distante
di quando ci siamo visti
per la prima volta
Rimpianti
Ben più grave sarebbe rinunciare.
T’immagini una vita sprecata,
l’acqua che scivola piano e si perde.
I baci che da sempre hai sognato
rimasti lì a marcire di silenzi.
Assurdo intraprendere viaggi
dentro buchi di dimenticanza,
come se più avanti ci fossero
motivi altrettanto validi.
Le ragioni cambiano,
talvolta su misura
di incoscienti pigrizie.
Ma cosa resta poi
di tutte le lotte mai combattute.
Forse un vino scadente,
o un triste mucchio
di accecanti rimpianti.
Altri tempi
Quando la nonna
chiedeva se avevamo fame
ci faceva un panino
ed eravamo già felici,
perché tante domande non servivano.
C’era il calore delle cose semplici,
la magia dei momenti
che non sarebbero ritornati.
Tempi di maggiore fantasia:
la noia esisteva ma non si evitava;
era accettabile, serviva a spronarci,
ad allenare altre idee.
Nei pomeriggi lenti,
inventavamo bancarelle
in mezzo alla strada,
vendevamo oggetti di ogni tipo
soprattutto qualche collezione di fumetti,
quei “Topolino” tenuti così bene.
E le signore sorridevano e pagavano,
eravamo contenti, perché poi con quei soldi
potevamo comprare quello che volevamo.
Era facile sentirci forti, soddisfatti;
i limiti erano lì, solo per essere superati:
avremmo potuto sfidare il mondo intero.
Finte sicurezze
Ti siedi e cerchi di non pensare
ti lasci andare
mentre fuori la vita bussa
presso porte immaginarie
navighi immerso in un acquario
come un pesce urlante
rosso di rabbia
il fatto è aver perso di vista
i veri traguardi
quelli che rispondono
alla tua essenza autentica
ti sei deformato
a colpi di necessità,
alla ricerca di finte sicurezze,
o di quelle sicurezze
impossibili da trovare
e non ti concedi
neanche il lusso di piangere.
Alla matura accettazione
di una fragilità,
hai preferito
la falsità di un sorriso.
Ancora
Quello che possiamo fare
Siamo convinti
che determinate sofferenze
non ci riguarderanno.
Per questo ci permettiamo di umiliare.
Di infliggere ferite.
Di girarci dall’altra parte
di fronte ai peggiori soprusi.
Ma il dolore è di tutti, sempre.
Quello che possiamo fare
è cambiare atteggiamento:
preoccuparci anche di ciò
che non sta succedendo a noi,
elevare l’anima
verso fini più nobili.
Quello che possiamo fare
è seminare il bene, ovunque.
E rifiutare il male,
con tutta la forza possibile.
L’elenco delle qualità
Si potrebbe fare
l’elenco delle qualità.
Di te mi piace
l’intelligenza mai esibita,
la naturale affidabilità.
Di te apprezzo il bene puro,
le azioni che non fai pesare.
L’affetto che regali,
la timidezza che manifesti
quando qualcuno
ti dedica attenzione.
Di te mi piace
il coraggioso sorriso,
il pianto silenzioso.
Lo spazio che resta
– tra pace e incendio –
ad accogliere lacrime eleganti.
Monete spirituali
Chi sono io
per privarti dei sogni
per privarmi della fantasia
chi sono io
per dire dove sto andando
dove stai andando
e chi siamo noi
per pronunciare previsioni
il dovere è camminare
in mezzo a questo paradiso
che a tratti sembra inferno
la missione è arricchirci
di monete spirituali
passo dopo passo
m’impegno a raggiungermi,
a raggiungerti.
Un padre non lo dimentichi
Un padre non lo dimentichi mai
possono passare anni
puoi tenere tra le mani
fotografie sbiadite
a volte puoi anche credere
di aver dimenticato la voce
ma non dimentichi
il calore, i ricordi, la gioia condivisa,
i momenti che sembravano banali
che paradiso sarebbe
poter rivivere certi abbracci
non c’è ostacolo
non per il cuore di un figlio
un padre è sempre con te
al di là delle lacrime
versate prematuramente,
al di là della logica terrena.
