Fuori dagli schemi

Sai, è stato bello passeggiare con te.
È stato bello tornare indietro di vent’anni.
Guardarti e fare attenzione a tutti i particolari, ad ogni tua esigenza.
È stato bello sognare, attraverso i tuoi occhi.
È stato bello viaggiare, attraverso le sbarre invisibili del tuo cuore.
Mi hai fatto sentire più giovane.
Addirittura paterno, nel mio desiderio di proteggerti e accogliere ogni tua richiesta.
Sai, è stato bello averti accanto.
Sentirti parlare.
Vederti gesticolare.
Mi hai fatto sentire migliore.
Come al solito, eri una meraviglia.
Un vero incanto per gli occhi e per l’anima.
Con i capelli sciolti o con i capelli raccolti, poco importa.
La tua classe è infinita.
Io forse non sono nessuno, ma sono sempre fiero di te.
Non sei come le altre.
Hai sempre qualcosa in più.
Che ci posso fare?
Mi emozioni.
E non solo per via di quelle tue labbra disegnate.
Non solo per quei tuoi occhi che sembrano usciti da un film Disney.
Il fatto è che quando ti sono vicino, il mio cuore inizia a far rumore.
Diventa frizzante.
Vengono fuori le bollicine.
E poi parte la musica.
Perché tu per me sei la canzone più bella.
Sei il romanzo più interessante.
Sei una storia stupenda che aspetta soltanto di essere riversata sul foglio.
Lo sai che somigli ad una canzone di Dylan?
Lo sai che sei simile ad un libro di De Carlo?
Stessa intensità. Stessa imprevedibilità.
Diciamolo, sei un po’ Jazz.
Non è facile starti dietro.
Ma è un onore starti ad un passo.
Fuori dagli schemi.
Anticonformista e ribelle.
Se gli uomini non fossero palesemente idioti, non ti darebbero un attimo di tregua.
Verrebbero a citofonarti ogni giorno, verso le tre.
Ma che ci vuoi fare, poverini, loro non lo sanno. Loro non ci arrivano.
Si accorgono solo delle canzonette.
Non sono mica abituati a donne come te.
Non lo sanno mica che le tue fragilità sono diamanti.
Che le tue piccole insicurezze sono ciliegie.
E che le tue paure sanno di vaniglia.
Loro non hanno avuto la mia visione.
Tu, seduta al tavolino di un bar, a gustare una granita all’amarena.
Avrei voluto scattarti una foto.
Per mostrare al mondo e a te stessa, la bellezza di ciò che rappresenti.
Tu adesso vorrai sapere:
cosa rappresento?
È semplice.
Sei l’amore fatto donna.
L’orgoglio infinito di una madre.
La gioia senza confini di un poeta.
Sempre m’illumino, ogni volta che ti penso.
Non smetterei mai di dedicarti parole e poesie.
Non smetterei mai di amarti.
Per quello che sei.
Sempre e solo per quello che sei.

Luigi Costantino

(Immagine: Pascal Campion Art)