Interviste

INTERVISTA DI IRENE CENERI SU ARIA FRESCA WEB MAGAZINE 

Chi è Luigi Costantino?

Una persona anticonformista che crede nella libertà assoluta. Uno che ha imparato a vivere con più coraggio la vita che vuole, rischiando parecchio. Un amante dei buoni sentimenti e delle nobili azioni.

Quando ha inizio il tuo percorso nella scrittura?

L’istinto più forte a scrivere l’ho percepito nel 2004 quando facevo un lavoro che non mi piaceva. La scrittura ha avuto inizio come forma di evasione. Prima di quell’anno, amavo scrivere soprattutto per la mia ragazza dell’epoca. Veniva fuori di tutto: frasi, lettere, poesie, racconti.

La tua poesia alla quale sei più affezionato?

“Altrove”, tratta dal mio primo libro “Considera l’intenzione”

Il tuo libro preferito?

“Di noi tre” di Andrea De Carlo

ma non posso non menzionare “Alla ricerca del tempo perduto” di Marcel Proust

Come nasce una tua opera letteraria?

Nasce scrivendo giorno dopo giorno. Senza seguire percorsi predefiniti, senza avere in testa la destinazione. Come dice Virginia Woolf “La vita non ha trama”. A un certo punto, quando sento crescere l’urgenza, mi metto al lavoro e capisco che una storia nasce in modo naturale, tracciando gli “eventi” della vita quotidiana. A mio avviso nascono sempre bei libri, quando non ci si preoccupa troppo di costruirli “a tavolino”. Non potrebbe essere altrimenti.

Stai lavorando ad un nuovo romanzo, quando uscirà?

Mi piace pensare che non sia il solito romanzo, forse è qualcosa in più, mi sono divertito a stravolgere le tradizionali “strutture” per lasciare libero respiro alle parole.

Uscirà il 4 giugno con il titolo “La felicità delle strade difficili” (ed. Libereria)

Come sarà possibile acquistarlo?

Basterà contattarmi sul sito http://www.luigicostantino.it o sulle pagine Facebook (www.facebook.com/luigicostantino.it) e Instagram (www.instagram.com/luigi_costantino_77)

Sappiamo che ami scrivere al mare, raccontaci una tua giornata tipo.

Diciamo che amo tantissimo il mare. Il luogo è relativo, anche se ci sono posti dove la mente è più libera di volare. La passione per la scrittura è così grande che non posso fermarmi mai, potrei scrivere ovunque.

La mia giornata di solito inizia così: rispondo ai messaggi, pubblico un nuovo pezzo sui social, poi vado al bar per un caffè.

Faccio una passeggiata sul lungomare, e torno a casa a scrivere. Ogni tanto mi concedo una pausa parlando con un’amica.

La sera spesso me ne vado in giro con gli amici, tra aperitivi, cene e feste a base di musica anni 80.

Ma amo anche trascorrere serate in compagnia di un buon libro.

Il complimento più bello che ti sia stato fatto?

Tempo fa una lettrice mi ha detto: “Saresti capace di rendere poetico anche l’elenco telefonico cinese”.

Quale è il tuo sogno?

Avere le risorse necessarie per vivere la vita che voglio, dedicandomi completamente alla scrittura.

Parlaci della tua casa editrice, come funziona?

Libereria è un’associazione culturale di Roma capitanata da Alessandro Mazzà. È una vera e propria rivoluzione nel mondo dell’editoria, e si pone il nobile intento di proteggere gli autori. In Libereria ogni autore è al centro. Come dice Alessandro “Fare arte è un lavoro e va retribuito”.

Funziona così: si invia il manoscritto su http://www.libereria2017.com (o sulla pagina Facebook) e se il lavoro è valido, si parte con la prevendita. Al raggiungimento delle trenta copie vendute (servono a coprire i naturali costi di stampa), si dà il via alla pubblicazione. Perché l’autore non deve mai pagare per essere pubblicato. È questo il messaggio fondamentale.

© 2019 

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INTERVISTA DI ELENIA VICI (già apparsa on line su www.amoriconsapevoli.com)

Dove trovi l’ispirazione?
Ovunque. In una donna, in un libro, in una canzone. In un quadro, anche. Oppure osservando scene di vita quotidiana. Mi piace catturare particolari apparentemente irrilevanti e farci una buona storia. Faccio continue associazioni che si trasformano in versi e assonanze.

Quanto c’è di autobiografico?
Mi piacerebbe poterlo esprimere con una percentuale. D’istinto direi il 70%. Ma è una percentuale variabile, e non è mai facile intuire il confine tra realtà e immaginazione. Mi piace confondere e confondermi. Non essere soggetto a interpretazioni ovvie, rendere complessa la chiave di lettura, e allo stesso tempo entrare in empatia totale con il lettore. A seconda dei giorni, posso scrivere pensando a me, ad una situazione che ho realmente vissuto, o anche a qualcosa che non mi riguarda da vicino, ma tocca la mia sensibilità.

Chi sono i tuoi modelli?
Amo in particolar modo la poesia di Julio Cortázar. Apprezzo l’immediatezza poetica di Mario Benedetti, e la raffinatezza di Pedro Salinas. Mi piace la capacità di Bukowski di dire sempre le cose come stanno, senza fronzoli, senza acrobazie del linguaggio. Poi c’è la grande Wislawa Szymborska e la bravissima Idea Vilariño. E potrei dirne tanti altri che hanno segnato il mio percorso.

Cos’è per te l’amore?
C’è una bellissima frase di Bukowski che a mio avviso rende benissimo l’idea della complessità di questo straordinario sentimento:
“L’amore è tutto quello che avevamo detto che non era.”
L’amore mischia continuamente le carte in tavola. Ti stravolge, ti cambia, ti deforma. In ogni caso, dopo aver amato, non sei più lo stesso.
Dovendo dare una definizione, direi che l’amore, l’unico amore possibile è quello che non mette al centro né noi stessi, né l’altro, ma solo i due, insieme.
Fare tutto a favore del due, dimenticando l’uno.

L’amore può bastare per un buon rapporto di coppia?
A vent’anni avrei risposto con sicurezza: sì.
Adesso penso sia cambiato tutto. C’è poca voglia di sacrificarsi, di impegnarsi, di scendere a piccoli compromessi. La priorità è la gratificazione momentanea, conta solamente la soddisfazione immediata. Ovviamente esistono le eccezioni. Mi piace pensare che ci sia ancora qualcuno a cui basti l’amore per far funzionare tutto il resto.

Quanto le poesie possono fare innamorare?
Tantissimo. Me ne accorgo quotidianamente, da quando ho aperto la pagina facebook. Ricevo tanti messaggi da lettrici piene di entusiasmo. E molte non si nascondono, dichiarano apertamente la possibilità di innamorarsi, leggendomi. A questo tipo di messaggi, spesso rispondo in maniera simpatica: “mi sembra prematuro”. Ma devo dire che fa anche piacere ricevere certe attenzioni.

Qual è la differenza tra amore e innamoramento per te?
Forse l’innamoramento è una proiezione. L’amore invece è accettazione.
Nell’innamoramento, ti piace qualcuno perché è come te, perché ti somiglia, perché fa le cose esattamente come vorresti che le facesse. O semplicemente, ti innamori di qualcuno, solo perché in quel momento hai voglia di innamorarti. Ti piace l’idea, non la persona.
Con l’amore, accade il contrario. Incontri una persona, e cominci ad apprezzarla. Magari è anche diversa da te ma non la vuoi cambiare, non vuoi esercitare possesso, non hai desideri di prevaricazione. Ti piace così, esattamente com’è.

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